Tech-Seo blog di Riccardo e Federico Degan

Quando lunedì scorso si festeggiava il ventesimo compleanno del web a Roma, un’ospite speciale dell’evento, ha annunciato il completamento di un progetto rivoluzionario. Dopo ben 3 anni di lavoro, Massimo Marchiori (personaggio controverso del web, che ha saputo creare uno degli elementi che compongono l’algoritmo di Google e successivamente rinunciare a contratti di lavoro negli Stati Uniti d’America, per tornare nella sua patria a Padova) ha reso noto il completamento del motore di ricerca che rivoluzionerà la user experience della ricerca nel web.

Il progetto, chiamato, “Volunia” è orgogliosamente tutto italiano, dato che chi ha contribuito allo sviluppo sono quasi tutti ex studenti del professore padovano (anzi mestrino) ed i server si trovano in Sardegna. Marchiori non svela molto del suo progetto, ma assicura che Volunia rivoluzionerà il concetto della parola “motore di ricerca“.Volunia

Secondo quanto affermato al Corriere, Volunia avrà un approccio diverso di sondare il web e sarà rilasciato in una versione beta test solo una settimana prima della sua uscita ufficiale, che avverrà verso la metà di dicembre. Anche la versione beta sarà riservata a pochi utenti, perché Marchiori teme che se l’idea finisse tra le mani di qualche ingegnere Google, il colosso di Mountain View potrebbe copiarla in poco tempo e anticipare sul tempo Volunia.

Non trapelano altre informazioni dal professore dell’Università degli studi di Padova, anche se in alcune interviste rilasciate l’anno scorso, affermava di seguire un progetto che mirava alla realizzazione di una nuova applicazione denominata mosaico sociale, un’opera d’arte costituita dagli utenti, tassello per tassello che aveva come obiettivo individuare il comportamento degli stessi nel web. Infatti Marchiori sosteneva, che vi erano degli schemi comportamentali in grado di profilare l’utente, tanto da permettere di individuare un italiano da un cinese solo dai loro movimenti nella rete.

Dunque Volunia si tratta di qualcosa in grado di segmentare gli utenti solo in base al loro comportamento nella rete e di restituire dei risultati che siano significativi per quel determinato segmento? La curiosità è tanta, ma a breve lo sapremo.

Speriamo nel successo di questo progetto, che porterebbe l’Italia in un ruolo di vertice nell’economia digitale.

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