Il guest posting è una pratica SEO ben vista?

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Negli ultimi anni la search engine optimization si è evoluta. Per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca si è passati a tecniche di ottimizzazione sempre più raffinate. Basti pensare a una decina d’anni fa, quando bastava inserire in una pagina parole chiave alla rinfusa per primeggiare nei risultati di Google.

Oggi invece la questione si sta facendo sempre più seria, soprattutto negli ultimi mesi. Prima il Panda update che ha penalizzato le cosiddette “content farm“, ovvero i produttori di grandi quantità di testi di bassa qualità, poi il Penguin update che ha colpito chi ha sovraottimizzato generando troppi bakclink verso il proprio sito; hanno creato un equilibrio abbastanza precario sul quale muoversi.

guest postingIn seguito a questi aggiornamenti degli algoritmi di Google, ha preso sempre più piede anche in Italia, una tecnica largamente utilizzata nei mercati più maturi, ovvero il guest posting. Il guest post (letteralmente tradotto come “post ospite“) non è altro che la pubblicazione di un articolo redatto da noi, all’interno di un blog gestito da altre persone. Solitamente il guest post contiene uno o più link verso risorse decise dall’autore.

Come sempre quando ci sono di mezzo backlink semplici da ottenere, ci si avvicina al web spam tanto combattuto da Google. Perciò il solito Matt Cutts si è sentito in dovere di rispondere a un paio di domande tramite i suoi celebri video. In questo risponde alla domanda: “Qual’è la posizione di Google in merito al guest posting?“, invece in questo risponde a: “Google interviene sulle attività di guest posting troppo spammose?“.

Le risposte vanno nella classica direzione delle linee guida di Google. Infatti il capo ingegnere del gruppo search quality afferma che è utile fare guest posting in blog di qualità e non in siti dove chiunque può pubblicare un articolo. In questo secondo caso, troppi post di bassa qualità, troppi link in uscita verso risorse di basso valore, innescano un meccanismo che porta a deprezzare sia il blog che ospita gli articoli sia le risorse che ricevono esclusivamente link da questi “raccoglitori di post“.

Tuttavia ritiene molto utile la pratica del guest posting quando si ha la possibilità di pubblicare uno o più articoli in siti autorevoli per la nicchia di riferimento. In questo modo è possibile aumentare la propria notorietà tra gli addetti ai lavori del proprio settore. Ovviamente questo è il caso estremo, in cui probabilmente non si è alla ricerca di risorse per la nostra campagna linkbuilding.

Pertanto se volete generare backlink di valore per il vostro sito, non eccedete con il guest posting e soprattutto cercate siti che non accettano articoli da “cani e porci“, ma che siano choosy, ovvero selettivi.

L’immagine è presa dal sito: http://unbounce.com/content-marketing/6-ways-to-increase-conversions-from-guest-blogging/

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4 Comments

  1. […] Il guest posting è una pratica SEO ben vista? | Degan's Blog From http://www.degans.net/degan – Today, 11:28 AM Cosa ne pensa Google del Guest posting? Scopri se questa tecnica può portare benefici e migliorare il tuo posizionamento. […]

  2. Domenico 1 maggio 2013 at 19:34 - Reply

    Anche per il penguin è una buona pratica secondo te?

    • Fede 3 maggio 2013 at 07:29 - Reply

      Diciamo che in ottica posizionamento, è aumentato il peso che hanno i backlink verso il proprio, però bisogna saper non eccedere (perché il Penguin mira proprio a beccare i furbetti). Alcuni suggerimenti basilari che posso darti sono:
      1. Anchor text reali, non forzare con parole chiave secche;
      2. un backlink facile è spesso sinonimo di un backlink di basso valore (se non dannoso);
      3. scrivi per gli utenti, non per i motori di ricerca.

  3. Alessio 27 gennaio 2016 at 21:48 - Reply

    Mmm… Parole chiave alla rinfusa su Google non hanno mai avuto effetto. Questo é il motivo per cui ben più di 10 anni fa Google é emerso sugli altri motori. La cosa semmai funzionava su Altavista, Yahoo e simili…

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