Cancaroman: una storia di viralità e “ingenuità”

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Lavorando nel mondo del web marketing, non posso ignorare i fenomeni virali che si presentano abbastanza ciclicamente. Li analizzo, li studio e cerco di capire quali sono i fattori che hanno portato alla ribalta un determinato avvenimento o personaggio.

Infatti vivendo nell’era della tecnologia, dove qualcosa di insolito viene subito catturato con la videocamera dello smartphone, non è raro imbattersi in video che ritraggono personaggi alquanto particolari. Se poi questi personaggi, con i loro atteggiamenti, sconfinano la linea della decenza, compiono il primo passo verso una possibile popolarità nel web.

Pensiamo all’attuale “io sono giapponese” che ha saputo diventare virale in tutta Italia grazie al nonsense (e a qualche aiutino dato dai media tradizionali), oppure al Germano Mosconi di turno, che con le sue bestemmie è diventato, suo malgrado, un’icona della blasfemia.

Oggi volevo analizzare un nuovo fenomeno: quello di CancaroMan, che ha saputo prendere piede a Padova, la città dove vivo.

CHI È CANCAROMAN

CancaroMan è un anziano in pensione, solito viaggiare in bicicletta per le vie di Padova. Le sue caratteristiche peculiari sono principalmente due:

  • indossa una pettorina gialla, per essere maggiormente visibile in strada e quindi non farsi investire (come non dargli torto);
  • sbraita imprecazioni e bestemmie contro il nemico comune creato dai mass media, una volta era Berlusconi, oggi sono gli immigrati (probabilmente segno di qualche problema di natura mentale).

COME NASCE IL FENOMENO CANCAROMAN

Non tanto la prima caratteristica, la pettorina gialla, comune a molte persone che viaggiano in bicicletta; bensì la seconda: sbraitare imprecazioni e bestemmie, ha innescato il primo passo verso la viralità.

La storia di CancaroMan inizia con un video pubblicato online. In questo video viene ritratta una persona che sconfina il limite della decenza con le sue frasi (bestemmie e imprecazioni senza senso). Su YouTube, il video ottiene qualche migliaio di visualizzazioni, ma la viralità è ben lontana. Tuttavia il personaggio protagonista, continua a correre in bicicletta e a sbraitare contro il nemico comune visto alla televisione: gli immigrati.

Qualcuno sentendolo offendere gli immigrati, lo saluta chiamandolo Maometto e allo stesso tempo registra un filmato per vedere la reazione del pensionato. Questa non si fa attendere ed è una colorita bestemmia dove viene usato il termine “cancaro”. Ancora una volta il video viene pubblicato, ma le visualizzazioni sono sempre poche migliaia.

Tuttavia la svolta è vicina, sono stati definiti i 3 elementi ricorrenti affinché la storia possa essere remarkable, ovvero degna di nota:

  • la pettorina gialla identifica l’anziano in bicicletta;
  • il saluto “Ciao Maometto” provoca il personaggio;
  • nella risposta vi è sempre la bestemmia con il termine “cancaro”.

Questi 3 elementi sono ancora inconsci, tuttavia dopo aver visto il secondo video, c’è chi provoca l’anziano signore con lo stesso saluto. La risposta del pensionato è identica: una bestemmia con il termine “cancaro”.

La sensazione, chiamata arousal, di chi rivive in prima persona l’esperienza del secondo video aumenta, tanto da sentire l’esigenza di condividere l’accaduto con i propri amici.

A questo punto nasce il passaparola, ma allo stesso tempo la voglia di ripetere “sul campo” l’esperienza e condividerla con gli altri. I video pubblicati sono sempre di più, ma non sono direttamente collegati tra di loro. Il fenomeno diventa virale quando viene creata una pagina Facebook dove vengono raccolti tutti i video che riprendono l’anziano soprannominato CancaroMan.

L’identikit di CancaroMan si arricchisce con l’intensificarsi dei video. A causa dei saluti poco graditi, le reazioni dell’uomo sono sempre più spropositate: oltre alla classica bestemmia, ci sono le minacce e l’inseguimento con una catena in mano.

L’ESCALATION DEL FENOMENO CANCAROMAN

Dopo quasi un anno dal primo video che riprende CancaroMan, la viralità si espande, il Gazzettino di Padova dedica un articolo al fenomeno e ripubblica i video sul sito del giornale, questo aiuta a far crescere la pagina Facebook, che vede aumentare i fan di 10 migliaia a settimana.

Molte persone vogliono farsi il video mentre gli dicono “Ciao Maometto”: c’è chi chiede informazioni di dove si può trovare l’anziano in bicicletta e chi vuole sapere nome e cognome per capire dove abita. Viene anche realizzata una mappa dove vengono segnalati tutti gli avvistamenti, nel frattempo la pagina Facebook sfiora i 100 mila Mi Piace.

L’escalation del fenomeno Cancaroman avviene il 15 settembre, quando l’anziano riesce a raggiungere la macchina che lo ha appena provocato e con la sua catena rompe il finestrino. Intervengono anche le forze dell’ordine e il pensionato probabilmente viene a conoscenza della sua popolarità.

“INGENUITÀ” DEI MEDIA TRADIZIONALI?

A questo punto la notizia inizia a fare il giro di altri quotidiani, Il Mattino di Padova, il 18 settembre gli dedica un articolo: Adesso basta, voglio un po’ di rispetto. Viene evidenziato il fatto che l’anziano viene costantemente provocato appena esce di casa e che insieme al suo commercialista (non si capisce come mai non si sia rivolto a un avvocato), ha presentato un esposto e sporto denuncia per far chiudere la pagina a lui dedicata.

Oltre al fatto di cronaca, il Mattino di Padova rende noto il nome e cognome del protagonista della vicenda (ancora sconosciuto a tutti), menzionando persino il quartiere dove vive. Una mossa veramente ingenua, che avrà immediate conseguenze per il pensionato.

Il giorno stesso, la pagina Facebook viene chiusa, ma l’incubo vero per l’anziano è appena iniziato. Dopo un giorno nascono nuove pagine sul social network e, grazie alle informazioni fornite dal Mattino di Padova, molti buontemponi riescono a trovare il numero di telefono di CancaroMan.

Il 19 settembre esce un nuovo articolo sempre sul Mattino di Padova: L’uomo deriso sul web: “Continuano a chiamarmi a casa, basta: stacco la linea”, mentre nei giorni successivi le pagine Facebook a lui dedicate iniziano ad acquisire migliaia di Mi Piace.

Viene realizzata una prima applicazione per smartphone, dove possono essere riprodotte le varie offese scambiate tra i “fan” e CancaroMan, mentre l’8 ottobre vi è il “clou dell’ingenuità”.

Ancora una volta il Mattino di Padova pubblica un articolo, questa volta dal titolo: Il pensionato con la pettorina gialla diventa un videogame. Il gioco per smartphone appena pubblicato, riceve un’inaspettata pubblicità gratuita da parte del giornale locale, che personalmente non riesco a capire.

Il Mattino di Padova ha interesse a pubblicizzare l’applicazione o semplicemente i suoi giornalisti sono molto “ingenui”?

COSA PUÒ FARE ORA CANCAROMAN?

Analizzando la storia vissuta da Germano Mosconi, credo che ormai per il pensionato padovano non ci sia alcuna possibilità di perdere la sua popolarità acquisita con i video condivisi online.

Purtroppo per lui, la viralità non è qualcosa che si può fermare con una denuncia o con un esposto.

Uno dei semplici consigli che gli si possono dare è quello di non reagire alle provocazioni, oppure seguendo una delle massime di Giulio Cesare: “Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico”.

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9 ottobre 2015|Categories: Notizie Web|Tags: , |0 Comments

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